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UNO SCUDO, NON UN'AMNISTIA

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Una  recente sentenza della Cassazione in tema di scudo fiscale 

(Cass. Penale sez. III N.  38695 del 23.9.2014)

La non punibilità prevista dalla disciplina dello scudo fiscale  riguarda soltanto la condotta concernente le attività finanziarie che dall’estero rientrano in Italia e non invece le condotte che sono distinte e diverse e che non attengono  il limitato  beneficio fiscale  dello scudo.

Il contribuente nella circostanza aveva omesso il versamento IVA e le ritenute di imposta mediante un complesso meccanismo  di evasione fiscale nel noleggio di autoveicoli da parte di una  società  estera, mero schermo (scatola vuota)  utilizzato  per la triangolazione a fini elusivi.

Queste condotte sono state ritenute estranee alla previsione dello scudo, rimanendo ferma  l’ordinaria rilevanza penale delle condotte che nulla hanno a che vedere con il trasferimento e possesso di capitali.

La legge ha infatti previsto  come misura incentivante al rimpatrio di attività finanziarie  e come effetto premiale l’esclusione della punibilità soltanto  per alcuni reati fiscali.

Tale esonero va inteso in termini rigorosamente restrittivi nel senso che deve riferirsi esclusivamente ai capitali oggetto della procedura di rimpatrio, per non sconfinare in una sostanziale previsione di amnistia; provvedimento questo che avrebbe peraltro  richiesto la maggioranza qualificata  del Parlamento.

 

 

a cura avv. Salvatore Ruotolo