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SCUDO FISCALE E ANAGRAFE TRIBUTARIA

Riportiamo di seguito qualche stralcio tratto dall'articolo di Marco Piazza pubblicato sul quotidiano Il sole 24 ore di oggi invitando a leggere l'articolo completo:

La riservatezza dei conti scudati sembra sempre più esposta agli attacchi del Fisco. Con lo schema di legge europea 2013, approvato il 27 marzo dal Consiglio dei ministri, potrebbe diventare derogabile qualsiasi norma precedente sullo scudo fiscale con la conseguente vulnerabilità della segretazione. Ma in realtà questo è solo l'ultimo segno di una graduale erosione, che si riflette nelle incertezze su alcuni casi per i quali sarebbe opportuno un chiarimento ufficiale. I precedenti Questa erosione è iniziata con la circolare 18/E del 2007: quasi incidentalmente, vi si affermava che tra i rapporti da comunicare all'Anagrafe tributaria da parte degli intermediari sono compresi anche i conti segretati, fermo restando che il regime di riservatezza è opposto – dall'intermediario al Fisco all'atto della richiesta – mediante Pec, di informazioni circa i contenuti del rapporto. Nel 2011 è stata introdotta l'imposta di bollo speciale dovuta annualmente sulle attività finanziarie oggetto di emersione tramite rimpatrio ("fisico" e "giuridico ") detenute in regime di riservatezza (o segretazione). La circolare 29/E di quell'anno ha precisato che, qualora nel corso del periodo d'imposta venga meno in tutto o in parte il regime di riservatezza, l'imposta è dovuta in ragione del periodo in cui le attività finanziarie hanno fruito di tale regime. A questo scopo, l'imposta deve essere calcolata sul valore delle attività alla perdita della segretazione rapportandolo ai giorni per i quali il contribuente ha usufruito di questo regime.

 

Sarebbe ora da capire se, nel caso dovessero essere comunicati anche i dati dei conti secretati, l'Agenzia delle Entrate provvederà a rimborsare i contribuenti che hanno versato l'imposta per mantenere l'anominato.....