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Mandato fiduciario e antiriciclaggio

 

Con il contratto di mandato fiduciario il FIDUCIANTE ci affida la gestione di beni, normalmente beni mobili ed in particolare partecipazioni, titoli, polizze assicurative e quant’altro.

I beni vengono “intestati” alla fiduciaria ed amministrati dalla stessa sino al giorno in cui il FIDUCIANTE non ne chiede la reintestazione o la intestazione ad un terzo.

Per il primo caso la reintestazione non configura una cessione di beni per cui non vi è scambio di corrispettivo, come non vi è corrispettivo all’accensione del mandato.

Per l’altra ipotesi, ove il FIDUCIANTE chieda l’intestazione ad un terzo, costui è tenuto al pagamento del corrispettivo, importo che pari pari verrà girato al fiduciante.

Analogamente alla accensione del mandato occorre tenere distinte le due ipotesi, semplice intestazione fiduciaria senza movimento finanziario e intestazione fiduciaria per incarico del cliente con acquisizione da terzi con conseguente movimento finanziario.

Si tratta di operazioni banalissime, riservate nei rapporti con i terzi, salva la trasparenza fiscale.

Per la trasparenza la FIDUCIARIA deve comunicare l’accensione, la estinzione e le modifiche intermedie nei mandati fiduciari.

La FIDUCIARIA inoltre registra nell’Archivio Unico Informatico importo dell’operazione, causale e codice fiscale del FIDUCIANTE.

Ove vi siano integrazioni del mandato o estinzioni, per ogni evento, va comunicato importo dell’operazione e codice fiscale del FIDUCIANTE.

Sotto il profilo fiscale (che in questa sede non rileva) la FIDUCIARIA opera come sostituto d’imposta (quando possibile) oppure rilascia attestazione al FIDUCIANTE ai fini della compilazione della dichiarazione dei redditi.

Si segnala che ogni cittadino può effettuare investimenti  all’estero segnalando i dati nel quadro RW della dichiarazione dei redditi.

In alternativa il cittadino può investire all’estero tramite la società FIDUCIARIA, senza dover compilare il quadro RW.

 

CONSEGUENZE

 

Da quanto sopra risulta evidente come l’intestazione fiduciaria comporti riservatezza nei confronti dei terzi ma non del FISCO il quale, tramite il cassetto fiscale, è a conoscenza di ogni rapporto e della relativa movimentazione.

Risulta pertanto evidente che l’intestazione fiduciaria non rappresenta alcuno scudo sotto il profilo fiscale.

Per quanto riguarda la FIDUCIARIA, i beni in mandato sono BENI DI TERZI.

 

 

LO SCUDO FISCALE

 

Il legislatore ha ritenuto di sanare ipotesi di evasione fiscale consentendo il rimpatrio fisico o giuridico di somme arbitrariamente finite in conti esteri.

La sanatoria è stata concessa contro versamento di un obolo la cui congruità non spetta a noi giudicare.

Il rimpatrio poteva avvenire fisicamente (con rientro dei capitali in Italia) o giuridicamente con intestazione delle somme ad un intermediario finanziario, FIDUCIARIE in primis.

L’operazione si concretizzava con la instaurazione di un mandato fiduciario nel quale il FIDUCIANTE era il soggetto che disponeva di beni all’estero, beni non comunicati nel quadro RW (case, terreni, titoli, liquidità, polizze, etc.).

L’operazione di rientro fisico o giuridico è stata SECRETATA dal Legislatore e ciò a tutela del contribuente sul quale altrimenti si sarebbe potuto accanire l’Agenzia delle Entrate.

La FIDUCIARIA per ogni operazione ha rilasciato una “Dichiarazione Riservata” da utilizzare dal contribuente nel caso in cui fossero iniziate a suo danno procedure di accertamento fiscale.

L’esibizione di tale dichiarazione avrebbe comportato la cessazione i ogni attività accertatrice con riferimento agli importi scudati.

Da quanto sopra ne consegue che i rapporti così accesi non dovessero essere comunicati nè registrati nell’Archivio Unico Informatico, in effetti la maggioranza delle FIDUCIARIE non ha fatto alcuna segnalazione. 

Va da se che, se è vero come è vero che l’attività FIDUCIARIA è riservata, se è vero come è vero che le operazioni di scudo fiscale sono state secretate, ne consegue per la FIDUCIARIA un obbligo di riservatezza e non una facoltà.

L’inosservanza di tale obbligo potrà comportare conseguenze molto gravi nei confronti del contraente “FIDUCIANTE”.

 

OPERATIVITA’ NEI CONTI SCUDATI

 

Come segnalato la società FIDUCIARIA accende un mandato per ogni cliente Fiduciante: ad ogni mandato è abbinato un conto corrente (o più se necessario).

Tutti i rapporti bancari sono intestati alla società FIDUCIARIA con autorizzazione e controllo dell’Agenzie delle Entrate ai fini degli adempimenti come sostituto di imposta.

All’interno dei conti opera solamente la FIDUCIARIA, ovviamente su indicazioni del cliente e tramite l’istituto di credito.

Tutte le operazioni vengono registrate in contabilità ai fini degli adempimenti come sostituto di imposta: le rilevazioni vengono effettuate con le modalità previste dal C.C. per il libro giornale: in realtà si tratta di un libro giornale sezionale.

Va rilevato come, in ipotesi di smobilizzo di somme dalla FIDUCIARIA alla sfera personale, tali movimentazioni siano regolarmente registrate nell’Archivio Unico.

Analogamente si procede in caso di implementazione dei rapporti nel qual caso tuttavia si aprono conto NON scudati.

Va segnalato inoltre come l’eventuale smobilizzo totale o parziale dei conti scudati va segnalato nel modello 770 della FIDUCIARIA e nel quadro RW del contribuente.

 

CONCLUSIONI

 

Sembra allo scrivente che le operazioni da registrare all’Archivio Unico Informatico siano quelle relative alla accensione-movimentazione-estinzione del rapporto che si estrinsichino in movimenti di capitale (questa dovrebbe essere la ratio legis).

Se poi il legislatore, con sue motivazioni più o meno giustificabili, obbliga alla SECRETAZIONE di una operazione, non si può pretendere che il cittadino non rispetti un ordine perché un funzionario si è svegliato male una mattina.

E non occorre masticare molto di diritto per comprendere che il caso dello Scudo Fiscale è costituito da un rapporto TRILATERALE STATO – FIDUCIANTE EVASORE – FIDUCIARIA.

Orbene, lo Stato ha assicurato la secretazione degli atti, a tutela dell’evasore ravveduto, per il tramite dell’attività (perfettamente lecita) delle società FIDUCIARIE.

Come già precisato la SECRETAZIONE è pertanto un OBBLIGO di legge, discutibile finché si vuole, ma inderogabile ove non si voglia contraddire a norme imperative con le conseguenze del caso.

Ritiene pertanto lo scrivente di essersi comportato secundum legem.

Cordiali saluti.

 

L'amministratore unico

Giacomuzzi Dr. Antonio